INVESTIGATORE PRIVATO a MILANO, COSTI,TARIFFE, PREZZI. Investigatore Privato a Milano Prezzo-Costo-Tariffe Competitive -Investigazioni Aziendali a Milano-investigatore Privato a Milano-l 'eccellenza nelle indagini private-Aziendali-Forensi -Informatiche e Commerciali a Milano. Agenzia IDFOX Milano- dal 1991 Leader in Italia. Massima Professionalità-Competenze e Riservatezza. Chiama 02-344223. Investigazioni Aziendali, Investigazioni Indagini, Privato Spionaggio Industriale, Concorrenza sleale, Fuga notizie, Spionaggio informatico, Spionaggio aziendale, Indagini forensi Agenzia Investigazioni , Investigazioni Commerciali,

INVESTIGATORE PRIVATO a Milano- Agenzia Investigativa IDFOX Investigazioni Private dal  1991, Tel.02344223, Abbiamo Espereienz3e e comprovate COMPETENZE a livello GLOBALE.

Investigatore privato a Milano costi prezzi tariffe Investigatore privato a Milano: costi e tariffe Le persone hanno chiesto anche Quanto costa mediamente un investigatore privato? È legale mettere un investigatore privato? Quanto costa far seguire una persona per una settimana? Quanto costa un pedinamento? Investigatore privato Milano costi tariffe e prezzi Tariffe investigatore privato a Milano Una delle domande più frequenti rivolte ad un investigatore privato è: quanto costa al giorno e quali sono le tariffe? Per rispondere a questa domanda occorre chiarire quali sono le varianti che compongono i costi e le tariffe, cosa è compreso nei servizi investigativi e cosa si rischia con investigazioni a prezzi modici, oltre al rischio di commettere reati se si segue o si fa seguire una persona e non si è un investigatore professionista. La nostra missione è dare voce ai nostri clienti! L’agenzia IDFOX è apprezzata dai clienti per i risultati ottenuti, si distingue per la sua riservatezza, caratteristica fondamentale per le Indagini investigative professionali. Tutte le investigazioni private ed aziendali, vengono svolte con la massima serietà e professionalità; con la raccolta di prove documentate (foto e/o video con impressa data e ora, forniamo inoltre ulteriore documentazione). L'impegno costante dimostrato e il continuo aggiornamento professionale, associato alle tecniche d'indagine applicate, tenuto conto del radicale mutamento dei tecnicismi investigativi, fanno dell’agenzia International Detectives IDFOX una società leader nel settore delle investigazioni private.
Agenzia Investigativa Agenzia Investigativa IDFOX  dal 1991, Perché scegliere l’agenzia   perché abbiamo esperienze e comprovate COMPETENTE.
INVESTIGATORE PRIVATO a Milano-Perché abbiamo Esperienza e Comprovata Competenza. investigatori Privati a Milano Agenzia Investigativa

Investigatore privato a Milano costi prezzi tariffe

Investigatore privato a Milano: costi e tariffe

Le persone hanno chiesto anche

Quanto costa mediamente un investigatore privato?

È legale mettere un investigatore privato?

Quanto costa far seguire una persona per una settimana?

Quanto costa un pedinamento?

Investigatore privato Milano costi tariffe e prezzi

Tariffe investigatore privato a Milano

Una delle domande più frequenti rivolte ad un investigatore privato è: quanto costa al giorno e quali sono le tariffe?

Per rispondere a questa domanda occorre chiarire quali sono le varianti che compongono i costi e le tariffe, cosa è compreso nei servizi investigativi e cosa si rischia con investigazioni a prezzi modici, oltre al rischio di commettere reati se si segue o si fa seguire una persona e non si è un investigatore professionista.

La nostra missione è dare voce ai nostri clienti!

L'agenzia IDFOX è apprezzata dai clienti per i risultati ottenuti, si distingue per la sua riservatezza, caratteristica fondamentale per le Indagini investigative professionali.

Tutte le investigazioni private ed aziendali, vengono svolte con la massima serietà e professionalità; con la raccolta di prove documentate (foto e/o video con impressa data e ora, forniamo inoltre ulteriore documentazione).

L'impegno costante dimostrato e il continuo aggiornamento professionale, associato alle tecniche d'indagine applicate, tenuto conto del radicale mutamento dei tecnicismi investigativi, fanno dell'agenzia International Detectives IDFOX una società leader nel settore delle investigazioni private.

                                                                     CHI SIAMO

Il nostro team di esperti dell'agenzia IDFOX Srl, parla almeno correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, tedesco ed arabo ed è esperto nelle indagini private, aziendali, assicurative e finanziarie internazionali ed opera sotto la direzione dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un'esperienza pluriennale nel campo investigativo ed assicurativo ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto internazionale, presso l'Università Bocconi.

L'agenzia investigativa International Detective Fox ® "IDFOX Investigazioni "è stata fondata da Max Maiellaro. L'agenzia investigativa IDFOX ha un'esperienza trentennale e opera in Italia e all'Estero, avendo la possibilità di svolgere indagini in più di 170 nazioni al mondo -dalla Svizzera all'Australia e circa 400 corrispondenti on line – incluse le ricerche economiche-bancarie in paradisi fiscali ed Offshore.

Il fondatore, con oltre 35 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell'omonimo Gruppo AGUSTA SpA, è stato inoltre responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso vari gruppi operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, marchi e brevetti, concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how e tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero.

Il Team dell'agenzia IDFOX ® è composta da diverse figure professionali. La collaborazione tra i diversi specialisti permette una presa incarico completa che garantisce la possibilità di completare l'incarico nella sua complessità ( tra i nostri collaboratori annoveriamo ex ispettori vigili urbani, ex commissario Polizia di Stato ed ex vicecomandante vigili del fuoco e vari specialisti ctu ecc.

GARANZIA DI PROFESSIONALITA' RISERVATEZZA E RISULTATI GARANTITI! PROVE DOCUMENTATE CINEFOTOGRAFICHE GIURIDICAMENTE VALIDE

Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo

IDFOX Investigazioni Private ® Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano

Telef.02-344223 (r.a.)

www.idfox – e mail: max@idfox.it

                                       CHIAREZZA NEI COSTI: preventivi trasparenti e senza sorprese.

Costi orari e giornalieri degli investigatori privati

La tipologia d'indagine, l'obiettivo ed il tempo per raccogliere sufficienti prove sono tra i fattori che vanno a comporre i costi di un servizio d'indagine a Milano.

Date le molte varianti, non è possibile stabilire un importo a priori, ma è necessario decidere con il cliente le strategie d'indagine per un bilanciamento tra obiettivi da raggiungere e la somma che si è in grado di investire.

A livello di tariffe , per un servizio efficace non si può scendere al di sotto di un minimo di 800 euro.

I detective privati generalmente propongono tariffe giornaliere tra 800 e 1.500 euro , oppure tariffe orarie di circa 50 € all'ora per agente operativo.

Le tariffe dell'Agenzia investigativa sono depositate presso la Prefettura di riferimento per la sede legale e sono consultabili da parte dei nostri clienti.

Tariffario dell'Agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private dal 1991,

Tariffe per investigazioni aziendali

Accertamenti dinamici e statici:

Da € 45 a € 65 all'ora per Agente

Rilevamento microspie / malware:

Da € 500 a € 950 per ufficio / device*

*escluse ore per uscita

Interventi preparatori e studio caso:

Da € 150

Strumentazioni tecnologiche:

Da € 50 al giorno

                                                                      Ricevi una consulenza investigativa gratuita

                                                                       Investigatore privato a Milano

A livello di tariffe, per un servizio efficace non si può scendere al di sotto di un minimo di 800 euro. I detective privati generalmente propongono tariffe ...

A Milano, i prezzi per un investigatore privato variano in base alla complessità del caso, alle tempistiche e al numero di agenti impiegati. Le tariffe orarie partono generalmente da € 50,00 a € 100,00 per singolo investigatore, con un costo giornaliero compreso tra € 500,00 e € 1.000,00. A queste cifre vanno aggiunte l'IVA e le spese vive (chilometraggio, pedinamenti e strumentazione). [1, 2, 3, 4, 5, 6]

I costi medi indicativi dei servizi investigativi più richiesti a Milano sono:

* Pedinamenti e accertamenti (Infedeltà, controllo minori, affidamento): da € 50 a € 100 l'ora per agente. Molti professionisti suggeriscono l'impiego di due agenti per garantire la massima copertura.

* Indagini aziendali (Assenteismo, concorrenza sleale): da € 50 a € 140 l'ora per agente.

* Bonifiche ambientali e telefoniche: da € 400 a € 900 per ambiente o dispositivo.

Per ottenere una stima precisa, è prassi delle migliori agenzie cittadine offrire una consulenza preliminare gratuita per stabilire una strategia su misura e un massimale di spesa che non verrà superato senza il consenso del cliente.

Per un preventivo dettagliato e trasparente puoi fare riferimento a portali di confronto come , oppure contattare direttamente agenzie specializzate con sede nel capoluogo lombardo per un incontro conoscitivo

* Investigatore privato a Milano: costi e tariffe – Agenzia Investigativa IDFOX Investigazioni Private dal1991

In linea generale la tariffa oraria a Milano applicata ad una investigazione privata parte da un costo minimo di € 50,00 (per agente impiegato)

* Investigatore privato Milano costi tariffe e prezzi |

Costi orari e giornalieri degli investigatori privati. La tipologia d'indagine, l'obiettivo ed il tempo per raccogliere sufficiente.

Investigatore privato Milano

* Agenzia investigativa Milano | Consulenza gratuita h24

Quanto costa un'indagine investigativa a Milano? Prezzi e tariffe. Quanto costa un investigatore privato a Milano? I costi possono...

                                                                              Mostra tutto

Quali sono i costi di un investigatore Privato a Milano? L'Agenzia Investigativa IDFOX Investigazioni Private a Milano offre un servizio altamente professionale sulla base di tariffe chiare e concordate con il cliente.

Una delle domande che più frequentemente ci viene rivolta è: quanto costa un investigatore privato a Milano? Le tariffe applicate dalla nostra Agenzia Investigativa IDFOX Investigazioni Private dal 1991, relative ad ogni tipologia di investigazione vengono sempre preventivamente concordate con il cliente e successivamente sottoscritte dallo stesso.

L'investigatore privato è un professionista che opera sulla base di un'apposita licenza prefettizia rilasciata a professionisti con determinati e stringenti requisiti che abbiano maturato un'adeguata esperienza nel settore investigativo. La nostra attività richiede dedizione, impegno e soprattutto un'elevata professionalità garantita da un costante aggiornamento del nostro staff.

Le tariffe vengono preventivamente concordate con il cliente in base alla durata ed al livello di difficoltà richiesto dall'indagine.

Sviluppiamo un Progetto Investigativo su misura dopo un'attenta pianificazione dell'intervento. Il piano contiene tutte le informazioni che riguardano l'attività che andremo a svolgere con i nostri investigatori privati e l'importo dettagliato dei costi necessari per espletare l'incarico.

In linea generale la tariffa oraria a Milano applicata ad una investigazione privata parte da un costo minimo di € 60,00 (per agente, IVA e spese escluse) e viene stabilita nella fase preliminare, insieme al Cliente, in base ai servizi investigativi richiesti.

Per costi e tariffe di un investigatore privato a Milano potete fare riferimento al tariffario presente nella nostra sezione: tariffe agenzia investigativa

Con il Cliente sviluppiamo un Progetto Investigativo, idoneo a raggiungere l'obiettivo posto, e ottimizzato per l'investimento economico disponibile. Il piano contiene tutte quelle informazioni che riguardano l'attività che andremo a svolgere con i nostri esperti / investigatori privati e l'importo dettagliato necessario per espletare l'incarico.

Le procedure di attivazione e svolgimento del servizio sono eseguite nella massima trasparenza, riservatezza e condivisione con le parti in causa,

Il metodo investigativo è stato sviluppato nel corso degli anni e sperimentato con successo nella gestione degli incarichi investigativi ricevuti.

L'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private dal 1991, di Milano in via Luigi Razza 4 – 20124 Milano – angolo Piazza Della Repubblica - , con la sua esperienza ventennale, metterà a Vostra disposizione tutta la professionalità e l'esperienza multidisciplinare del proprio staff, analizzando scrupolosamente ogni aspetto per proporvi la miglior strategia investigativa.

Sappiamo lavorare sulle tue più grandi preoccupazioni. Che riguardi un problema personale o professionale, il nostro Metodo, risultato di preparazione scientifica, conoscenza operativa e giuridica, ci permette di offrirti la massima cura e il massimo riserbo.

Cosa può fare un'agenzia investigativa e cosa non può fare?

L'investigatore privato può svolgere attività per il cliente, ma sempre nel rispetto dei limiti legali, senza violare in alcun modo la legge. Scopriamo insieme che cosa può e cosa non può fare.

prenota appuntamento attiva indagine online

condividi su

L'investigatore privato è una professione che suscita spesso fascino e curiosità anche grazie all'immagine, spesso romantica, offerta da romanzi e film. In Italia la figura esiste dai primi del '900 ma è stata disciplinata effettivamente soltanto nel 2010. Scopriamo insieme che cosa può e che cosa non può fare un investigatore privato.

                                                  Il ruolo dell'agenzia investigativa

La normativa di riferimento, costituita dal TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) e dal D.m. 269/2010, non specifica nel dettaglio quali sono le attività che un investigatore privato può svolgere, limitandosi a consentire l'attività di indagine in ambito privato, volta alla ricerca e alla individuazione di informazioni richieste dal privato cittadino, anche per la tutela di un diritto in sede giudiziaria (art. 5, D.M. 269/2010) in diversi ambiti: familiare, matrimoniale, patrimoniale, aziendale, per la ricerca di persone scomparse.

Occorre specificare che, per l'ordinamento giuridico italiano, soltanto le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria hanno i poteri più ampi di indagine e investigazione. L'investigatore privato è un professionista che può operare solo previo rilascio di una licenza da parte del Prefetto e incontra gli stessi limiti che potrebbe incontrare un qualsiasi cittadino qualora decidesse di svolgere attività di indagine.

L'investigatore privato può pertanto acquisire prove documentali (documenti scritti, immagini video-fotografiche) attraverso attività quali il pedinamento, l'appostamento, ma con i limiti che l'ordinamento prescrive per qualsiasi persona. La differenza sta nell'esperienza e quindi nella professionalità che un investigatore può offrire rispetto a chi non svolge questo mestiere.

In tale contesto l'investigatore deve agire nel rispetto della legge e delle normative vigenti a pena di incorrere in illeciti che possono essere anche di natura penale (illecite interferenze nella vita privata, atti persecutori, violazione di domicilio, accesso abusivo a un sistema informatico).

Cosa Può Fare un'Agenzia Investigativa: Attività Lecite

a) Raccogliere prove per casi di infedeltà o concorrenza sleale: in ambito corporate l'investigatore privato può indagare mediante attività di osservazione a distanza del soggetto (pedinamento o appostamento) finalizzata all'acquisizione di foto e video che certifichino la condotta infedele del dipendente (abuso di un permesso, svolgimento di un altro lavoro, sabotaggio o furto) o la concorrenza sleale.

b) Investigare per assenteismo o falsa malattia

Le aziende possono rivolgersi a un investigatore privato per accertare che un dipendente stia abusando di permessi di malattia, permessi ex l. 104/1992, permessi sindacali o altri tipi di permesso per assentarsi sistematicamente dal lavoro o stia fingendo una malattia.

c) Condurre indagini patrimoniali o di recupero crediti

In ambito privato e corporate le indagini possono essere condotte per accertare lo stato patrimoniale di una persona o di un'azienda, ad esempio per supportare un'operazione di recupero crediti o un pignoramento, per chiedere la rimodulazione di un assegno di mantenimento (sia da parte del beneficiario, sia da parte dell'obbligato). Queste attività vengono svolte mediante l'Open Source Intelligence, la Social Media Intelligence, oppure, attività investigative operative.


Fornire supporto legale in indagini difensive

Nei procedimenti penali l'investigatore privato può operare su mandato dell'avvocato difensore al fine di raccogliere prove utili a comporre il fascicolo difensivo e a strutturare la difesa dell'imputato. Come accennato in precedenza i margini di manovra dell'investigatore in questo caso incontrano notevoli limiti in quanto il codice procedurale e l'ordinamento italiano riconoscono preminenza nelle indagini alla magistratura inquirente e alla polizia giudiziaria.

e) Monitoraggio e sorveglianza in aree pubbliche

L'investigatore, mediante pedinamento e appostamento, può sorvegliare una persona quando questa si trova in aree pubbliche – si pensi al controllo su soggetti minorenni richiesto dalla famiglia – per accertarne spostamenti, luoghi frequentati, persone incontrate e comportamenti sospetti o pericolosi.

f) Indagini preassunzione e controlli sui dipendenti

Le agenzie di investigazione privata possono fornire supporto alle aziende per valutare il background professionale e formativo, nonché la credibilità delle informazioni condivise da un candidato per procedere all'assunzione. L'attività avviene mediante indagine e analisi di dati provenienti da fonti aperte (internet, social, banche dati pubbliche).

Cosa non può fare un investigatore privato: limiti legali e regole

L'investigatore privato non può svolgere indagini per le quali sia necessario un accesso forzoso a sistemi telematici o informatici, non può quindi intercettare e-mail o messaggi privati (sms, whatsapp, chat) perché questo integrerebbe il reato previsto dall'art 615 ter c.p., rubricato come "Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico".

È precluso anche l'utilizzo di microspie o di tecnologie per l'intercettazione ambientale o di conversazioni telefoniche che sono riservate soltanto alle autorità di polizia giudiziaria, peraltro su autorizzazione della magistratura.

Le registrazioni audiovisive, effettuate ad esempio nel corso di un appostamento o di un pedinamento, sono legittime ma se l'attività di osservazione a distanza non sfocia nel reato previsto dall'art. 612 bis c.p. (Atti persecutori). La ripresa di immagini video-fotografiche all'interno di luoghi considerati come domicilio o spazi privati ha spesso richiesto alla giurisprudenza di pronunciarsi in merito all'ammissibilità come prova anche per quella effettuata da forze di polizia, ritenendosi prevalente il diritto all'inviolabilità del domicilio. Ne consegue che l'investigatore non può intanto accedere a luoghi di privata dimora perché si configurerebbe il reato ex art. 614 c.p. (violazione di domicilio) e, pertanto, le immagini eventualmente realizzate non potrebbero essere ammesse come prova.

L'investigatore non potrà inoltre utilizzare alias, false identità o metodi ingannevoli per ottenere una prova.

La normativa: le leggi che regolamentano le agenzie investigative

Le norme cardine per l'attività di investigazione privata sono il TULPS (Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza) emanato nel 1931 e il Decreto Ministeriale 269/2010.

La prima norma, all'art. 134, stabilisce il divieto di svolgere investigazioni per conto di privati senza la licenza del Prefetto.

La professione è rimasta sostanzialmente limitata al TULPS fino al 2010, anno in cui il Ministero dell'Interno, con Decreto, ha specificato meglio l'ambito di operatività degli investigatori privati e ha introdotto la distinzione tra questi e gli informatori commerciali. L'intervento ministeriale ha specificato i requisiti minimi per svolgere l'attività ma non è entrato nel dettaglio delle attività che gli investigatori possono svolgere.

Non meno importante, il Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria rappresenta un fondamentale strumento normativo. Questo codice, infatti, svolge un ruolo chiave nel chiarire aspetti complessi e talvolta ambigui previsti dal Codice in materia di protezione dei dati personali, introdotto con il D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196. Tale documento deontologico non solo rafforza la trasparenza e la legalità nelle attività investigative, ma fornisce anche linee guida utili per garantire il rispetto della privacy e dei diritti fondamentali nel trattamento delle informazioni personali.

Che poteri ha un investigatore privato: differenze con le forze dell'ordine

Le differenze con le forze di polizia e i limiti all'attività investigativa si riscontrano soprattutto con riguardo alle indagini difensive, quelle svolte su mandato di un avvocato difensore in un procedimento penale.

La riforma procedurale che ha portato all'emanazione del rinnovato codice di procedura penale nel 1989 ha segnato il passaggio da un sistema di tipo inquisitorio a un sistema di tipo accusatorio, con un ampliamento delle garanzie per l'imputato. Pur riconoscendo una preminenza al pubblico ministero e alla polizia giudiziaria, l'ordinamento italiano ha previsto la possibilità per la difesa dell'imputato di svolgere indagini private, con poteri certamente minori rispetto alla parte pubblica ma comunque simili.

A norma degli articoli 391-bis e seguenti del Codice di procedura penale l'avvocato difensore e l'investigatore da esso incaricato con regolare mandato possono acquisire informazioni dalle persone informate sui fatti mediante colloquio non documentato, dichiarazione scritta documentata o assunzione di informazioni. Parimenti possono richiedere alla Pubblica Amministrazione documenti formati o detenuti stabilmente dalla stessa.

L'investigatore privato è inoltre legittimato ad accedere ai luoghi privati oggetto di indagine con il consenso di chi ne ha la proprietà o, in difetto di questo, su autorizzazione della magistratura. Può, contestualmente, procedere a rilievi planimetrici, tecnici, grafici, fotografici e audiovisivi ma non può prelevare dalla scena alcunché, sebbene possa svolgere rilievi non ripetibili su luoghi o cose soggetti a modificazione senza cagionarne la dispersione e con la facoltà per il pubblico ministero di assistervi.

L'investigatore non può quindi svolgere tutte quelle attività che richiedono l'esercizio di poteri pubblici (controllo dei documenti, arresto, indagine per contro proprio, rilievi scientifici e acquisizione di prove, interrogatorio degli accusati o dei sospettati). Sono altresì vietate le intercettazioni telefoniche e ambientali, per le quali peraltro anche le forze di polizia devono richiedere l'autorizzazione al giudice.

7. Perché scegliere l'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private dal 1991, ? perché sceglierci? PERCHE ' ABBIAMO ESPERIENZE, COMPTENTENZE SIAMO ESPERTI E COMPETITIVI A LIVELLO INTERNAZIONALE

per le proprie indagini private e aziendali

l'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private l'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private. vanta un'esperienza ultra TRENTENNALE nel settore delle investigazioni private con una specializzazione in ambito corporate. È stata la prima agenzia investigativa italiana a dotarsi di un team di psicologia investigativa e può contare su investigatori esperti in tutti i campi.

L'impiego di moderne tecnologie, la formazione e l'aggiornamento continui unititi all'esperienza sul campo fanno del team IDFOX . un alleato prezioso per svolgere investigazioni di qualsiasi tipo, da quelle patrimoniali a quelle corporate passando dalle indagini difensive.

L'Agenzia Investigativa IDFOX è autorizzata all'Istituto dell'Investigazione Privata dall'Ufficio Territoriale del Governo di Torino ed a svolgere le Indagini Difensive di cui all'art. 222 del DLG 271 del 28/07/1989 per conto dei difensori di parte nel processo penale.

La stretta collaborazione con studi legali e professionisti garantisce una consulenza a tutto tondo e multidisciplinare. IDFOX . è in grado di seguire il cliente dalla fase di primo contatto e valutazione del contesto operativo fino alla consegna di un dossier finale utile a sostenere un'azione legale o una pretesa giuridica.

l'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private

Come diventare un Investigatore Privato: i requisiti, Il percorso formativo, le attività d'indagine e le figure professionali.

Servizi investigativi: l'esperienza di IDFOX Investigazioni per aziende e privati

Scopri i servizi investigativi professionali di IDFOX Investigazioni indagini per aziende, privati e studi legali. Esperienza, riservatezza e risultati concreti.

*

Un sito non basta a risolvere ogni dubbio e soprattutto a far fronte a tutte le necessità. Utilizza il form qui a lato o la CHAT per contattarci, prenotare un appuntamento e chiederci informazioni.

Tutto quello che devi sapere.

L'investigatore privato è una figura affascinante e misteriosa, ma cosa fa realmente ai giorni nostri? Scopri come diventarlo, quanto guadagna, le figure professionali e i servizi più richiesti.

Cosa fa l'investigatore privato ai nostri ?

Quella dell'investigatore privato risulta tra le professioni più ambite e ricercate dai giovani che sognano una carriera avventurosa ed affascinante. In Italia si stima che le agenzie investigative presenti sul territorio siano più di 1.500, la maggior parte delle quali attive a Milano, Roma, e Napoli, in grado di occupare più di 11.000 persone.

La figura del detective privato mantiene immutato il proprio fascino nel tempo e ne sta acquisendo di ulteriore. Tuttavia l'idea dell'investigatore privato tradizionale, ereditata dal cinema poliziesco, dalla letteratura e dall'immaginario collettivo è ormai sempre più distante. Il settore delle investigazioni private è in continua evoluzione verso ambiti nuovi ed inaspettati.

L'investigatore al giorno d'oggi reperisce prove e informazioni per privati ed aziende, dall'infedeltà coniugale, alle bonifiche ambientali, dal dipendente infedele, alle indagini forensi. Si tratta di un professionista altamente specializzato, con una profonda conoscenza delle leggi in materia e una solida preparazione tecnologica.

Oggi le investigazioni private si eseguono anche utilizzando sistemi di intelligenza artificiale, tecnologie all'avanguardia e sfruttando le competenze di moderne figure professionali: basti pensare ai sistemi di geolocalizzazione, alle tecniche di intercettazione ambientale, alle indagini condotte sul web.

La professione dell'investigatore privato si è ulteriormente evoluta. Oltre a studio, ricerca e metodo, sono fondamentali la padronanza di piattaforme di analisi dati globali, l'utilizzo di sistemi di monitoraggio predittivo, la capacità di integrare Open Source Intelligence e Social Media Intelligence nelle indagini per prevedere e prevenire minacce.

l'investigatore privato deve saper combinare strumenti fisici e digitali, operando su più livelli — dalla sicurezza informatica all'analisi forense dei dispositivi, dalla due diligence aziendale alla gestione delle crisi, fino ad arrivare alle più moderne strategie di cybersecurity per proteggere dati e informazioni sensibili. A tutto questo si aggiunge l'importanza della formazione continua e della collaborazione in team multidisciplinari, per affrontare sfide sempre più complesse in uno scenario globale in costante trasformazione.

Come si diventa investigatore privato?

L'investigatore privato è un professionista in possesso di licenza, rilasciata dalla Prefettura di competenza ex art. 134 T.U.L.P.S., necessaria per lo svolgimento di attività d'indagine, di ricerca e raccolta di informazioni per conto di aziende e privati. Per poter esercitare l'attività di investigatore privato, è necessario ottenere l'apposita licenza rilasciata dalla Prefettura territorialmente competente, dimostrando di possedere tutti i requisiti necessari:

* essere in possesso di un titolo di laurea almeno triennale in Psicologia a Indirizzo Forense, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia, Sociologia, Scienze dell'Investigazione o corsi di laurea equipollenti;

* vantare una collaborazione a livello operativo almeno triennale presso un investigatore privato autorizzato da almeno cinque anni;

* aver partecipato a corsi di perfezionamento teorico-pratico in materia di investigazioni private, erogati da Università o da centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell'Interno, ovvero aver svolto documentata attività d'indagine in seno a reparti investigativi delle Forze di polizia, per un periodo non inferiore a cinque anni e aver lasciato il servizio, senza demerito, da non più di quattro anni.

Puoi approfondire nel nostro articolo: Come diventare investigatore privato

Quali sono le indagini più richieste?

Tra le principali attività d'indagine di competenza dell'investigatore privato, contenute nell'art. 5 D.M. n. 269/2010, troviamo:

* Investigazioni private, finalizzate all'individuazione e alla raccolta delle informazioni, anche per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, per conto di un privato.

* Indagini aziendali e commerciali, volte alla tutela di un diritto in sede giudiziaria in relazione ad atti illeciti, concorrenza sleale, infedeltà professionale e tutela di patrimonio, marchi e brevetti, anche per la ricerca di elementi di prova necessari a disporre un licenziamento per giusta causa;

* Indagini difensive, finalizzate all'individuazione e alla raccolta di elementi probatori utili nell'ambito di un procedimento penale, ai sensi dell'articolo 222 delle norme di coordinamento del codice di procedura penale e dell'art. 327-bis c.p.p.;

Le attività dell'investigatore privato

Si può dire che il principale scopo dell'investigatore privato sia la ricerca della verità tramite la raccolta di informazioni precise e puntuali che possono anche essere utilizzare come prova in sede giudiziale. Il suo compito è quello di rendere chiaro ciò che appare incerto, rielaborare i dati raccolti e consegnare al cliente un report dettagliato con i risultati dell'investigazione.

Il cliente a questo punto, potrà utilizzare le informazioni per orientarsi nelle proprie decisioni, o come prova in sede giudiziale.

Per documentare lo svolgimento di tali indagini, l'investigatore privato autorizzato può effettuare, anche a mezzo di propri collaboratori, attività di osservazione statica e dinamica (cd. pedinamento), anche con l'ausilio di strumenti elettronici quali dispositivi satellitari, riprese video/fotografiche, sopralluoghi e raccolta di informazioni estratte da documenti di libero accesso presso Camere di Commercio, Conservatorie dei registri immobiliari, pubblici registri automobilistici e studi notarili.

Inoltre, nell'ambito delle indagini difensive, l'investigatore privato può compiere atti tipici, in qualità di collaboratore del difensore, quali il colloquio non documentato con persone informate sui fatti (art. 391-bis comma 1 c.p.p.) e l'accesso ai luoghi per visionarne lo stato, avendo facoltà di eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici ed audiovisivi.

Quali sono le figure professionali di un'agenzia investigativa?

Per lo svolgimento delle indagini e per la redazione dei rapporti giudiziali ad esse inerenti, l'investigatore privato si avvale della collaborazione di diverse figure professionali, specializzate in altrettanti ambiti d'indagine. In particolare, all'interno di un'agenzia investigativa, è possibile distinguere:

* Agente Investigativo: professionista operativo, ovvero incaricato di svolgere attività di appostamento e pedinamento, anche mediante l'utilizzo di dispositivi satellitari. Raccolgono il materiale video-fotografico da utilizzare in un eventuale giudizio, oltre a poter essere chiamati come testimoni in relazione alle indagini da loro condotte.

*Il professionista che si occupa di identificare, preservare e studiare le informazioni contenute all'interno dei dispositivi digitali mediante l'uso di tecniche e metodologie forensi, e catena di custodia. Svolgono attività di bonifiche ambientali e telefoniche, oltre ad investigazioni digitali e analisi forensi dei dati.

* Analista Intelligence: è il soggetto incaricato di raccogliere dati grezzi attraverso diversi canali informativi e trasformarli in materiale utilizzabile per coloro che si occupano di definire le strategie investigative. L'analista di Intelligence è in grado di utilizzare software destinati a storicizzare le informazioni presenti sul web e quelli applicativi al fine di creare mappe relazionali di dati acquisiti e soggetti correlati.

* Psicologo Investigativo: si occupa della stesura dei profili della personalità dei soggetti d'interesse, al fine di individuare gli autori di lettere anonime, oltre ad effettuare valutazioni delle minacce in relazione a stalker e atti di molestie.

Puoi approfondire nella sezione: Psicologia investigativa

Quanto guadagna un investigatore privato?

Data la diversificazione delle figure professionali nell'ambito delle investigazioni private, non si può dare una risposta univoca.

Lo stipendio di un investigatore privato può variare in base alle sue capacità professionali e competenze ma anche alla natura dell'indagine, alla sua durata ed al livello di difficoltà richiesto.

Ad ogni modo secondo noi è importante che le procedure di attivazione e svolgimento del servizio siano eseguite sempre nella massima trasparenza, riservatezza e condivisione, fornendo al cliente un preventivo chiaro e preciso, in maniera che possa prendere atto dei costi, prima di procedere con l'indagine e scegliere il professionista che meglio può soddisfarlo.

Quanto costa un investigatore privato?

E' importante specificare che tutti gli investigatori privati hanno l'obbligo e il dovere, secondo l'art. 135 del T.U.L.P.S. (Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza, r.d. n°773/1931), di esporre permanentemente nei locali dell'Istituto un listino con le tariffe applicate.

I prezzi della nostra agenzia investigativa variano in base al servizio, alle tempistiche e alla durata delle indagini. In linea generale la tariffa oraria applicata ad un'investigazione privata, per operatore (C.I.I.E.), ha un costo minimo di € 60 (IVA e spese escluse). Le tariffe saranno stabilite preliminarmente sulla base del tipo di servizio da svolgere e indicate sul mandato.

Sicuramente il preventivo e i costi sono considerati un fattore determinante nella scelta dell'agenzia investigativa a cui affiderete la vostra indagine.

Il nostro consiglio però, al di là dei prezzi, è di scegliere sempre professionisti certificati e competenti, che sappiano trattare il vostro caso con trasparenza, correttezza e rispetto delle norme vigenti, aspetti per noi imprescindibili sia nell'ambito delle investigazioni aziendali che private.

Puoi approfondire nel nostro articolo dedicato: Quanto costa un investigatore privato

* Viene quindi sottoscritto un incarico per iscritto indicando tra le altre cose la possibile data di termine di servizio. Le procedure di attivazione e svolgimento del servizio sono eseguite nella massima trasparenza, riservatezza e condivisione con le parti.

* Il servizio inizia con le indagini preliminari siano esse raccolta di informazioni o sopralluoghi. Prosegue con le operatività nelle fasce orarie stabilite e nei relativi ambiti.

* Il Cliente riceve periodicamente un rendiconto dettagliato delle attività richieste e svolte insieme al consuntivo contabile.

* Il rapporto con il Cliente viene improntato sempre nella massima trasparenza e disponibilità.

Il nostro metodo investigativo è stato sviluppato nel corso degli anni e sperimentato con successo nella gestione degli incarichi investigativi ricevuti. L'Agenzia Investigativa l'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private., oltre a vantare esperti qualificati a ricoprire tutte le figure professionali elencate, è la prima ad avere al suo interno una Divisione che impiega le moderne tecniche di psicologia investigativa in ausilio alle attività d'indagine.

Investigatore privato a Milano: costi e tariffe

Quali sono i costi di un investigatore Privato a Milano? L'Agenzia Investigativa l'agenzia investigativa IDFOX Investigazioni Private di Milano offre un servizio altamente professionale sulla base di tariffe chiare e concordate con il cliente.

                                                                  CHI SIAMO

Il nostro team di esperti dell'agenzia IDFOX Srl, parla almeno correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, tedesco ed arabo ed è esperto nelle indagini private, aziendali, assicurative e finanziarie internazionali ed opera sotto la direzione dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un'esperienza pluriennale nel campo investigativo ed assicurativo ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto internazionale, presso l'Università Bocconi.

L'agenzia investigativa International Detective Fox ® "IDFOX Investigazioni "è stata fondata da Max Maiellaro. L'agenzia investigativa IDFOX ha un'esperienza trentennale e opera in Italia e all'Estero, avendo la possibilità di svolgere indagini in più di 170 nazioni al mondo -dalla Svizzera all'Australia e circa 400 corrispondenti on line – incluse le ricerche economiche-bancarie in paradisi fiscali ed Offshore.

Il fondatore, con oltre 35 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell'omonimo Gruppo AGUSTA SpA, è stato inoltre responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso vari gruppi operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, marchi e brevetti, concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how e tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero.

Il Team dell'agenzia IDFOX ® è composta da diverse figure professionali. La collaborazione tra i diversi specialisti permette una presa incarico completa che garantisce la possibilità di completare l'incarico nella sua complessità ( tra i nostri collaboratori annoveriamo ex ispettori vigili urbani, ex commissario Polizia di Stato ed ex vicecomandante vigili del fuoco e vari specialisti ctu ecc.

GARANZIA DI PROFESSIONALITA' RISERVATEZZA E RISULTATI GARANTITI! PROVE DOCUMENTATE CINEFOTOGRAFICHE GIURIDICAMENTE VALIDE

Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo

Agenzia Investigativa IDFOX ® Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano

Telef.02-344223 (r.a.)

www.idfox – e mail: max@idfox.it

DI SEGUITO RIPORTIAMO ALCUNE SENTENZE E RELATIVA NORMATIVE

Mantenimento del Coniuge

Viene disposto dal giudice o concordato tramite negoziazione assistita. Per ottenerlo devono sussistere precise condizioni:

* Non bisogna aver subito l'addebito della separazione.

* Il richiedente non deve possedere redditi propri adeguati a mantenere il tenore di vita matrimoniale

L'assegno di mantenimento, disciplinato dall'art. 156 del Codice Civile, viene calcolato in modo che all'ex coniuge economicamente più "debole" verrà garantita. L'assegno di mantenimento in sede di separazione e divorzio

Coniugi separati, la moglie lavoratrice chiede l'assegno di mantenimento al marito anche se ha già uno stipendio che le permette di vivere dignitosamente e proprio per questo lui si rifiuta di concederlo.

La Corte di Cassazione ha emesso due importanti sentenze in materia di assegno di divorzio, in particolare la n. 11504/17 del 10.05.2017 e la n. 18287/18 delle Sezioni Unite, con cui ha inteso limitare la tutela assistenziale alle sole casalinghe che hanno sacrificato la vita lavorativa per dedicarsi alla vita coniugale alla cura della casa e dei figli, le quali raggiunta un'età maggiore di 50 anni non sono più in grado di reperire una occupazione; al contrario l'assegno va negato a chi ha la possibilità concreta di raggiungere l'autosufficienza economica per età, salute e formazione scolastica e professionale.

Assegno di mantenimento e assegno divorzile

È necessario prima di tutto fare una distinzione importante tra l'assegno di mantenimento e l'assegno divorzile che spesso sono confusi:

* L'assegno di mantenimento è un importo mensile che il coniuge più benestante deve versare all'altro dopo la separazione ed è volto a garantire lo stesso tenore di vita di quando la coppia era sposata;

* L'assegno divorzile invece subentra dopo la sentenza di divorzio e viene versato solo se il coniuge non è in grado di mantenersi, con lo scopo di garantire l'autosufficienza economica dello stesso coniuge.

Assegno di mantenimento a seguito della (separazione) e assegno divorzile (a seguito del divorzio) hanno, pertanto, presupposti e finalità diverse.

Niente assegno all'ex moglie che non lavora per "pigrizia"

Cassazione, con l'ordinanza n. 24324/2015, depositata venerdì scorso (qui sotto allegata), ribadendo la "linea dura" sul mantenimento all'ex coniuge che ormai sta prendendo sempre più piede all'interno della giurisprudenza (sia di legittimità che di merito).

Per gli Ermellini, il ricorso dell'ex moglie avverso la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che, pronunciando la cessazione del matrimonio, annullava la pronuncia del giudice delle prime cure che aveva previsto in suo favore (a carico del marito) un assegno mensile di 300 euro, è inammissibile.

A nulla valgono, le doglianze della donna che lamentava l'impossibilità di mantenere con i propri redditi il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, dato che il divorzio le aveva sottratto la principale fonte di apporto economico.

A detta della donna, la disparità dei redditi rispetto al marito, che guadagnava 35mila euro l'anno, era evidente, posto che lei viveva invece soltanto con i 350 euro derivanti dall'affitto di un monolocale acquistato con la liquidazione della quota di comproprietà dell'appartamento coniugale, e per di più era disoccupata e non in grado di trovare un'attività lavorativa, data "l'oggettiva penuria di lavoro" riscontrabile nella sua regione, la Campania, dove era tornata a vivere dopo aver perso il precedente lavoro, a Forlì.

Ma per la sesta sezione civile, la donna ha torto su tutta la linea.

L'accertamento del diritto all'assegno divorzile, ha affermato infatti la S.C. "va effettuato verificando l'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, impossibilitato a procurarseli per ragioni oggettive, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso".

E, nel caso di specie, ha concluso la Corte, il divario dei redditi percepiti dalla donna rispetto a quelli del marito non è certo imputabile "ad oggettive difficoltà di reperimento di un lavoro" che non possono ritenersi provate soltanto in ragione dell'attuale luogo di residenza, tanto più che la stessa non aveva risposto alla chiamata dell'ufficio di collocamento di Forlì. Senza contare, che la donna non era del tutto sfornita di capacità reddituale, in quanto non solo percepiva un canone di locazione ma era anche proprietaria di un immobile ereditato dalla madre.

Per cui addio assegno e ricorso rigettato.

Cassazione, ordinanza n. 24324/2015

Per comprendere meglio cosa succede nella pratica studiamo cosa succederebbe in una situazione costruita ad hoc. Immaginiamo una coppia di coniugi dove lei percepisce uno stipendio di 800 euro mensili per un part-time con un'azienda privata, mentre lui ha un reddito da professionista di circa 2.500 euro al mese. La coppia non ha figli. Durante il matrimonio la coppia ha quindi potuto contare su un reddito complessivo di 3.300 euro al mese, per un'ideale quota di circa 1.650 a testa.

All'esito della separazione, il giudice ordina al marito di versare all'ex moglie un assegno di mantenimento di circa 800 euro al mese in modo da garantire alla moglie 1.600 euro (800 euro di reddito proprio, più 800 euro di mantenimento). Al marito residuano così, per sé, 1.700 euro. In questo modo ciascuno dei due coniugi mantiene lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio (1.600 euro la moglie; 1.700 il marito).

All'esito del divorzio, invece, il giudice – non essendo più tenuto a garantire al coniuge più debole lo stesso «tenore di vita» che aveva durante il matrimonio – rivede l'importo dell'assegno e condanna il marito a pagare all'ex moglie solo 400 euro poiché, secondo il Tribunale, in base al reddito già posseduto dalla donna, alla sua età, alle sue condizioni di salute e alle capacità di lavoro, la donna è autosufficiente con 1.200 euro al mese.

Quando un coniuge ha diritto all'assegno divorzile?

L'"assegno di divorzio" sarà dovuto solo ed esclusivamente se l'ex coniuge per ragioni obiettive – ad esso non imputabili – non è in grado di provvedere al proprio mantenimento. Ai fini di valutare se l'ex coniuge sia o meno autosufficiente dovranno prendersi in considerazione – oltre che il possesso di redditi di lavoro – anche il possesso di beni mobili e/o immobili, la disponibilità di una abitazione, le capacità e le possibilità effettive di procurarsi un lavoro tenuto conto dell'età, della salute, dei titoli posseduti e del mercato del lavoro.

Il Tribunale di Milano con la sentenza n. 11504/17, a seguito della sentenza sopra citata della cassazione è intervenuto fissando in circa 1.000,00 euro all'anno la misura di reddito sopra la quale il coniuge non ha più diritto all'"assegno di divorzio" da parte dell'ex marito in quanto autosufficiente economicamente.

Tuttavia, la sentenza n. 18287/18 delle Sezioni Unite, ha mitigato la rigidità di tale criterio meramente economico, statuendo che il diritto all'assegno divorzile non può basarsi esclusivamente sull'accertamento dell'autosufficienza economica, o sulla possibilità di procurarsi i mezzi, non potendosi prescindere dall'accertamento del contributo fornito dall'ex coniuge richiedente alla conduzione della vita familiare ed alla conseguente formazione del patrimonio comune e personale dell'altro ex coniuge.

Le conseguenze della diversità della disciplina economica tra "assegno di mantenimento in caso di separazione" e "assegno di divorzio" sono quelle per cui il coniuge separato che sia obbligato a versare all'ex un oneroso assegno di mantenimento (in quanto parametrato al "tenore di vita matrimoniale" che continua a vigere per la determinazione dell'assegno di mantenimento nella separazione) ha tutto l'interesse a chiedere quanto prima il divorzio (al fine di corrispondere – solo eventualmente – un assegno di divorzio che sarà, comunque, sempre inferiore a quello determinato con la separazione ).

Quando cessa il diritto all'assegno

Il diritto all'assegno cessa se il beneficiario passa a nuove nozze, mentre se sopraggiungono "giustificati motivi" il Tribunale può modificare le statuizioni sull'"assegno di divorzio ". Tra questi "giustificati motivi" rientra a pieno titolo una nuova convivenza di fatto instaurata dall'ex coniuge, la quale fa cessare definitivamente il diritto a percepire l'"assegno di divorzio" (lo ha ribadito recentemente la Cassazione civile con ordinanza n. 5974 del 28 febbraio 2019).

L'assegno di mantenimento è una misura economica stabilita in sede di separazione (o per i figli). Il suo scopo è riequilibrare la disparità di reddito tra i coniugi per garantire al coniuge più debole lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio, o per coprire le spese ordinarie dei figli.

Esistono due tipologie principali di mantenimento:

1.

* Sussiste una disparità economica tra i due coniugi.

Non esiste una formula matematica fissa per calcolarlo, ma la giurisprudenza adotta dei parametri di massima basati sulle entrate complessive e sull'assegnazione della casa coniugale:

* Con assegnazione della casa coniugale: l'assegno si aggira solitamente intorno a

del reddito dell'obbligato.

* Senza assegnazione della casa coniugale: l'importo può salire a circa

del reddito dell'obbligato.

2. Mantenimento dei Figli

Entrambi i genitori hanno l'obbligo di mantenere i figli in proporzione alle proprie sostanze.

* Il mantenimento comprende le spese ordinarie (vitto, alloggio, scuola, ecc.) e viene versato dal genitore non collocatario direttamente all'altro, oppure al figlio maggiorenne se quest'ultimo non è ancora economicamente indipendente.

* Le spese straordinarie (es. mediche non coperte dal SSN, attività sportive) vengono generalmente divise al 50% o in proporzione al reddito dei genitori.

Dettagli utili e Risorse

* Revisione: Gli importi non sono fissi ma possono essere modificati o revocati se cambiano le condizioni patrimoniali dell'obbligato o del beneficiario (es. inizio di una convivenza stabile).

* Prescrizione: Il diritto al versamento delle singole mensilità non pagate si prescrive in 5 anni.

In sede di separazione, il giudice, su richiesta del coniuge economicamente più debole, stabilisce un assegno di mantenimento; può essere fissato anche un contributo a favore della prole. La presente trattazione è dedicata al mantenimento del coniuge separato, ossia al provvedimento con il quale una parte viene condannata a versare all'altra una somma di denaro con cadenza mensile. Vengono affrontati i presupposti per l'erogazione dell'assegno, la sua revisione e revoca. Inoltre, sono esposte le differenze tra il mantenimento e gli alimenti, spesso erroneamente scambiati tra loro; sono elencati i rimedi esperibili in caso di inadempimento da parte del coniuge obbligato; ci si sofferma, altresì, sulle modalità di redazione dell'istanza per accedere al "Fondo di solidarietà a favore del coniuge in stato di bisogno", nell'attesa che venga riattivato, in quanto non più finanziato dal 2018.

1. Premessa: con la separazione si rimane marito e moglie

2. Che cos'è l'assegno di mantenimento

3. Le parti

4. La funzione dell'assegno di mantenimento

5. La normativa di riferimento

6. L'assegno di mantenimento nella separazione consensuale e giudiziale

7. Si può rinunciare all'assegno di mantenimento?

8. I presupposti

9. La separazione senza addebito

10. La situazione economica dei coniugi

11. La condizione economica del coniuge obbligato

12. Parametri per quantificare l'assegno di mantenimento

13. I redditi non dichiarati

14. L'assegnazione della casa familiare

15. Il tenore di vita conta ancora?

16. Documenti da produrre

17. Come si calcola l'assegno di mantenimento?

18. Momento in cui viene decisa la concessione dell'assegno

19. Decorrenza dell'assegno di mantenimento

20. Prescrizione del diritto al pagamento dell'assegno

21. Cosa succede se non si paga l'assegno di mantenimento?

22. Inadempimento e reato: cenni

23. La rivalutazione dell'assegno di mantenimento

24. La revisione dell'assegno di mantenimento

25. Il procedimento di modifica in sintesi

26. Il regime fiscale dell'assegno: cenni

27. Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno

28. Assegno di mantenimento e assegno divorzile: differenze

29. Assegno di mantenimento e alimenti: differenze

1. Premessa: con la separazione si rimane marito e moglie

La separazione di una coppia sposata non fa venir meno il vincolo di coniugio. Le parti, infatti, sono ancora marito e moglie. Si può parlare di "ex coniuge" solo all'esito del divorzio. La separazione comporta la sospensione dei doveri reciproci dei coniugi, salvo l'assistenza e il mutuo rispetto. L'assegno di mantenimento trova il proprio fondamento proprio nel dovere di assistenza. Inoltre, a seguito della disgregazione della famiglia, i coniugi devono occuparsi della prole, ai sensi dell'art. 148 c.c. ma, nella presente trattazione, ci si soffermerà unicamente sul contributo a favore del coniuge

Ciò premesso, vediamo di cosa si tratta.

2. Che cos'è l'assegno di mantenimento

L'assegno di mantenimento è un importo forfettizzato, stabilito in sede di separazione, la cui funzione si sostanzia nel fornire al coniuge economicamente più debole, sprovvisto di redditi propri, un sostegno. Nella maggior parte dei casi, l'assegno viene previsto a favore della moglie che non lavora o il cui reddito è significativamente inferiore a quello del marito. L'attribuzione dell'assegno avviene su istanza di parte e non può essere fissato d'ufficio dal giudice. Viceversa, il giudice può adottare, senza previa richiesta, i provvedimenti a tutela degli interessi materiali e morali della prole, compresa l'attribuzione del contributo al mantenimento (Cass. Ord. 14830/2017).

3. Le parti

Spesso è difficile comprendere il ruolo delle parti a causa del linguaggio giuridico impiegato. Facciamo chiarezza:

* la parte obbligata alla corresponsione dell'assegno viene definita coniuge obbligato o onerato,

* la parte che riceve l'assegno viene definita coniuge beneficiario o avente diritto.

4. La funzione dell'assegno di mantenimento

L'assegno di mantenimento ha una funzione:

* assistenziale, si tratta di un sostegno economico successivo alla cessazione della convivenza ma in continuità con essa,

* perequativa, ossia equilibratrice, finalizzata non già alla ricostituzione del tenore di vita esistente durante il rapporto, ma al riconoscimento del ruolo e del contributo fornito dal coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale dei coniugi stessi ( Ord. 5603/2020 in materia di divorzio)

Viceversa, tale assegno non ha una funzione

* compensativa, ossia non è diretto a ricompensare il coniuge – solitamente la moglie – per i sacrifici fatti durante il matrimonio,

* risarcitoria, ossia non è volto a ristorare il coniuge per le conseguenze negative derivanti dalla cessazione del rapporto.

5. La normativa di riferimento

L'assegno di mantenimento trova il proprio ubi consistam normativo segnatamente nell'art. 156 c.c. a mente del quale:

1. Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.

2. L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.

3. Resta fermo l'obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti

4. Il giudice che pronunzia la separazione può imporre al coniuge di prestare idonea garanzia reale o personale se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all'adempimento degli obblighi previsti dai precedenti commi e dall'articolo 155 c.c.

5. La sentenza costituisce titolo per l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale ai sensi dell'articolo 2818.

Oltre al dato normativo, assume particolare rilievo la giurisprudenza che si è formata, negli anni, in tale materia. In particolare, deve segnalarsi la portata innovatrice di una recente sentenza delle Sezioni Unite (Cass. S.U. 18287/2018) in relazione all'assegno divorzile, ma estensibile analogicamente al mantenimento.

6. L'assegno di mantenimento nella separazione consensuale e giudiziale

La separazione può essere consensuale o giudiziale.

* Nella separazione consensuale, si registra un accordo tra i coniugi che riguarda i rapporti personali e patrimoniali. Essi sono liberi di determinare la misura dell'assegno, il giudice non verifica la sussistenza dei presupposti per la sua erogazione, ma si limita ad omologare l'accordo.

* Nella separazione giudiziale, visto che le parti non sono giunte ad una soluzione concordata, spetta al giudice verificare la sussistenza dei presupposti e determinare la misura dell'assegno.

7. Si può rinunciare all'assegno di mantenimento?

Per rispondere al quesito, occorre distinguere il momento della rinuncia.

In entrambe le forme di separazione, il coniuge non può rinunciare preventivamente all'assegno di mantenimento, atteso che si tratta di un diritto discendente dal rapporto di coniugio. Infatti, ai sensi dell'art. 143 c.c. dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni del nucleo familiare.

Viceversa, è ammessa la rinuncia all'assegno, durante la fase di separazione, qualora ambedue i coniugi dispongano di redditi sufficienti. Nondimeno, non si tratta di una rinuncia irretrattabile, infatti, qualora venisse meno l'autosufficienza economica, il coniuge in difficoltà, potrebbe formulare la richiesta di mantenimento.

Parimenti, sono nulli gli accordi raggiunti in sede di separazione, in cui ci si accorda sui rapporti economici del futuro divorzio. Sebbene nella filmografia statunitense, si faccia spesso riferimento ai cosiddetti "contratti pre-matrimoniali", ove le parti stabiliscono anticipatamente le future condizioni economiche, nel nostro ordinamento, una siffatta tipologia di accordi, allo stato, risulta inammissibile.

8. I presupposti

I presupposti per l'assegno di mantenimento si evincono dall'art. 156 c.c.

È necessario che:

1. il coniuge richiedente non abbia subito l'addebito della separazione,

2. il coniuge richiedente non disponga di adeguati redditi propri, ossia si trovi in una condizione economica deteriore rispetto al coniuge obbligato,

3. l'altro coniuge abbia la possibilità economica di provvedere al pagamento.

La norma non postula l'accertamento dello stato di bisogno, nel qual caso si parlerebbe di assegno alimentare (vedasi paragrafo 29). Al contrario, occorre valutare se il reddito del coniuge richiedente sia adeguato. Il giudizio di adeguatezza postula un confronto tra le parti, che conduca ad una situazione patrimoniale di squilibrio. In tale valutazione, bisogna considerare diversi elementi come:

* la durata del matrimonio,

* le potenzialità reddituali,

* l'età.

In merito al rilievo da attribuire al tenore di vita, in passato considerato uno dei parametri di riferimento, si rinvia al paragrafo 15, ad esso dedicato.

Naturalmente, grava sul coniuge richiedente provare i presupposti su cui si fonda la domanda, in particolare, la dimostrazione della capacità economica dell'altra parte.

9. La separazione senza addebito

Cosa significa addebito?

Senza pretesa di completezza, si ricorda che la separazione può avere luogo quando la convivenza diventa intollerabile o si reca pregiudizio alla prole (art. 151 c.c.). Allorché l'intollerabilità o il pregiudizio scaturiscano dalla violazione dei doveri derivanti dal matrimonio, si può chiedere l'addebito al coniuge "colpevole". L'addebito deve formare oggetto di specifica richiesta in sede di separazione. Inoltre, qualora entrambi i coniugi abbiano contribuito a rendere intollerabile la convivenza, il giudice può addebitare la separazione ad ambedue. Affinché venga pronunciato l'addebito, occorre dimostrare la condotta dell'altro coniuge e il nesso causale con la crisi della coppia.

Ciò premesso, l'addebito della separazione comporta delle conseguenze:

* la perdita del diritto all'assegno di mantenimento,

* la perdita dei diritti successori.

L'addebito non elimina il dovere di versare gli alimenti, in caso di bisogno, ai sensi dell'art. 433 c.c. (vedasi paragrafo 29). Inoltre, il coniuge a cui sia addebitata la separazione conserva il diritto a percepire un assegno vitalizio a carico dell'eredità, qualora godesse degli alimenti al momento dell'apertura della successione.

L'art. 156 c. 1 espressamente prevede che al coniuge richiedente l'assegno non sia addebitata la separazione. La separazione è pronunciata senza addebito, quando la violazione degli obblighi derivanti dal matrimonio si verifica allorché la crisi era già in corso. Ad esempio, il tradimento non è causa automatica di addebito, qualora avvenga dopo che tra i coniugi era già maturata un'incompatibilità.

10. La situazione economica dei coniugi

Il coniuge ha diritto all'assegno di mantenimento, qualora non abbia adeguati redditi propri (art. 156 c. 1 c.c.). La valutazione dell'adeguatezza avviene mediante:

* un raffronto con la condizione economica dell'altro coniuge,

* considerando il tenore di vita goduto durante il matrimonio, nei limiti sottoindicati.

In merito al tenore di vita, occorre menzionare l'intervento delle Sezioni Unite (Cass. S.U. 18287/2018). La pronuncia, seppur dettata in tema di divorzio, si estende anche al mantenimento. Secondo la citata decisione, il parametro del tenore di vita va interpretato in chiave più restrittiva rispetto al passato e non può, da solo, giustificare la corresponsione dell'assegno; occorre, infatti, considerare altri elementi, quali il contributo dato dall'ex coniuge, la durata del matrimonio, le potenzialità reddituali e l'età. Quindi, la valutazione dell'adeguatezza deve riguardare la possibilità, per il coniuge richiedente, di raggiungere un livello reddituale adeguato al contributo dallo stesso fornito nella realizzazione della vita familiare.

11. La condizione economica del coniuge obbligato

Il giudice deve considerare la condizione economica in cui versa il coniuge obbligato, ossia se questi abbia i mezzi per far fronte al pagamento del mantenimento. Tale valutazione avviene avendo riguardo al reddito netto dell'onerato e non al lordo (Cass. 9719/2010). Infatti, in costanza di matrimonio, la famiglia fa affidamento sul reddito netto e si rapporta ad esso.

12. Parametri per quantificare l'assegno di mantenimento

Il giudice decide se il richiedente abbia diritto alla corresponsione dell'assegno effettuando un confronto tra le condizioni economiche dei coniugi, da cui emerga uno squilibrio patrimoniale tra le parti. Oltre a ciò, bisogna considerare altri elementi che qui si elencano a titolo esemplificativo.

* La durata del matrimonio

La durata del matrimonio non incide sulla debenza dell'assegno, ma sul suo ammontare (Cass. 1162/2017). Pertanto, anche nella circostanza in cui il vincolo matrimoniale sia durato poco, il coniuge più debole ha diritto di beneficiare del mantenimento. Nondimeno, in casi di eccezionale brevità, la giurisprudenza ritiene che l'assegno non sia dovuto atteso che in un contesto di tempo troppo limitato non si può creare la comunione materiale e spirituale che è alla base del matrimonio (Cass. 6464/2015; Cass. 402/2018).

* Le possibilità lavorative del coniuge richiedente

Il giudice deve verificare se il coniuge richiedente abbia la possibilità di trovare un impiego in considerazione della sua qualifica professionale e del contesto in cui vive. Il solo fatto che il richiedente non abbia un impiego non gli garantisce, in automatico, la corresponsione dell'assegno. Infatti, qualora si dimostrasse la possibilità concreta (e non meramente astratta) di reperire un lavoro, la richiesta verrebbe rigettata. Ad esempio, è stato negato il mantenimento al marito che aveva un'esperienza professionale pluriennale e che avrebbe potuto agevolmente svolgere un'attività lavorativa (Cass. Ord. 15166/2018; Cass. Ord. 5817/2018). Infatti, secondo la giurisprudenza, «l'attitudine al lavoro proficuo dei medesimi [coniugi], quale potenziale capacità di guadagno, costituisce elemento valutabile ai fini delle statuizioni afferenti l'assegno di mantenimento; tale attitudine del coniuge al lavoro assume in tal caso rilievo se venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un'attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale e ambientale, e con esclusione di mere valutazioni astratte e ipotetiche» (Cass. 18547/2006)

* I redditi e il patrimonio

Il giudice, per ricostruire il tenore di vita della coppia in costanza di matrimonio e per effettuare un raffronto tra la situazione patrimoniale dei coniugi, deve conoscere i rispettivi patrimoni, ad esempio, valutando l'esistenza di:

* conti correnti, risparmi, investimenti, polizze assicurative e così via,

* cespiti produttivi di reddito, ad esempio, i canoni di locazione percepiti da un immobile concesso in locazione.

Come vedremo nel paragrafo 14, ai fini del quantum debeatur, è necessario considerare anche a chi spetti il godimento della casa familiare.

* Le spese

Nella valutazione complessiva, sono comprese anche le spese che la coppia effettuava durante la convivenza, a titolo esemplificativo si citano:

* il pagamento del mutuo,

* il pagamento del canone di locazione,

* gli oneri condominiali,

* l'assegno di mantenimento per ex coniuge o per figli di un precedente rapporto o matrimonio,

* le spese per i minori,

* le utenze e così via.

Fonte Internet

Agenzia Investigativa IDFOX e'  specializzata nell'individuazione e smascheramento di attività di infedeltà professionale e privata, per violazione obbligo di lavoro, di concorrenza sleale, di contraffazione, di frodi e sabotaggi interni ed esterni; Tutela marchi e brevetti e violazione diritto di famiglia.

INVESTIGAZIONI PRIVATE

Infedeltà coniugale – riduzione e/o aumento assegno mantenimento; indagini affidamento minori - Osservazione comportamento giovanile - Protezione dei minori (droga etc.) Rintraccio persone scomparse. Sorveglianza per la protezione da adescamenti e circonvenzioni di minori, anziani e incapaci - investigazioni per delitti di stalking o molestie.

INVESTIGAZIONI AZIENDALI_INDUSTRIALI.

Concorrenza sleale – Investigazioni Aziendali_Controspionaggio e Antisabotaggio Industriale – Violazione Segreto Industriale_Frodi Informatiche ed Aziendali_Infedeltà Professionale di Soci e Dipendenti - Ammanchi contabili - Operazioni Finanziarie illecite - Assenteismo dei dipendenti - Fughe di notizie - Scorrettezze nell'assegnazione di appalti - Protezione marchio aziendale - Contraffazione dei prodotti – Diffusione o sabotaggio dei segreti industriali - Indagini su furti – Indagini Recupero refurtiva - Bonifiche telefoniche ed ambientali (cimici, microspie etc.)

INVESTIGAZIONI COMMERCIALI- INDAGINI ECONOMICHE

Investigazioni commerciali - patrimoniali - personali e societari - Controllo solvibilità e affidabilità verifica protesti - Rintraccio debitori irreperibili - Rintraccio beni mobili e immobili pignorabili sia in Italia che all'estero.

RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE

Recuperiamo i Vostri crediti in modo rapido e professionale con nostri funzionari. (In base all' Articolo 6 del Decreto Legislativo n° 231 del 9 Ottobre 2002 possono essere imputati al debitore i costi per l'attività stragiudiziale di recupero credito sostenuti dal creditore).

INDAGINI DIFENSIVE

L'investigatore privato, su mandato legale, è autorizzato a svolgere le indagini difensive (Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/2000), nonché attività investigativa preventiva (art. 391/nonies), con l'individuazione elementi di prova a favore dell'indagato o della parte lesa, sopralluoghi tecnici e, colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione informazioni (art. 391/bis).

INVESTIGAZIONI INTERNAZIONALI

Agata Christie Investigazioni è un'organizzazione internazionale, con detective privati o agenzie investigative, corrispondenti on line in tutto il mondo.

Rivolgiti Agenzia Investigativa IDFOX per un preventivo o una consulenza e garantiamo la massima riservatezza, professionalità e risultati garantiti.

Agenzia Investigativa IDFOX - è autorizzata con licenza per investigazioni private Art.134 TULPS; autorizzazione Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/00 l'effettuazione di indagini difensive a favore della difesa rilasciate dalla Prefettura di Milano ed autorizzazione Agenzia Recupero Crediti n.13/D Questura Milano.

Scegliere chi è legalmente autorizzato è una garanzia.

DI SEGUITO ALCUNI PAESI CON CUI OPERIAMO:

Europa:

Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Principato di Monaco, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Austria, Gran Bretagna, Lussemburgo, Italia, Croazia, Moldavia, Ungheria, Romania, Turchia, Israele, Slovacchia, Ucraina, Bielorussia, Albania, Slovenia, Serbia, Polonia, Lituania, Estonia, Russia ed ex Repubblica URSS - Londra, Madrid, Amsterdam, Berlino, Ginevra, Zurigo, Bucarest, Praga, Varsavia, Mosca, Zagabria, Budapest Istanbul, Tel Aviv,

America nord / centro / sud

Stati Uniti d'America, Messico, Cuba, Cile, Costa Rica, Repubblica Domenicana, Giamaica, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Venezuela, Colombia, Peru, Brasile, Bolivia, Argentina.

Asia e Sud Est Asiatico

India, Repubblica di Singapore, Tailandia, Cambogia, Cina, Giappone, Repubblica di Corea, Vietnam, Filippine.

Nelle Città:

Los Angeles, New York, Città del Messico, L'Avana, Santiago, San José, Santo Domingo, Kingston, Città del Guatemala, Tegucigalpa, Managua, Panama, Caracas, Bogotá, Lima, Rio De Janeiro, San Paolo, Bahia, Sucre, Buenos Aires. Bombay, Singapore, Bangkok, Phnom Penh, Hong Kong, Tokyo, Seul, Saigon, Hanoi, Manila.

GARANZIA DI PROFESSIONALITA' RISERVATEZZA E RISULTATI GARANTITI! PROVE DOCUMENTATE CINEFOTOGRAFICHE GIURIDICAMENTE VALIDE

Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo

Agenzia Investigativa IDFOX  ® Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano

Telef.02-344223 (r.a.)

L'Agenzia Investigativa IDFOX Investigazioni Private dal 1991 è operativa nelle seguenti provincie:

Agenzia Investigativa a Agrigento

Agenzia Investigativa a Alessandria

Agenzia Investigativa a Ancona

Agenzia Investigativa a Aosta

Agenzia Investigativa a Arezzo

Agenzia Investigativa a Ascoli Piceno

Agenzia Investigativa a Asti

Agenzia Investigativa a Avellino

Agenzia Investigativa a Bari

Agenzia Investigativa a Belluno

Agenzia Investigativa a Benevento

Agenzia Investigativa a Bergamo

Agenzia Investigativa a Bologna

Agenzia Investigativa a Bolzano

Agenzia Investigativa a Brescia

Agenzia Investigativa a Brindisi

Agenzia Investigativa a Cagliari

Agenzia Investigativa a Caltanissetta

Agenzia Investigativa a Caserta

Agenzia Investigativa a Catania

Agenzia Investigativa a Catanzaro

Agenzia Investigativa a Como

Agenzia Investigativa a Cremona

Agenzia Investigativa a Cuneo

Agenzia Investigativa a Ferrara

Agenzia Investigativa a Firenze

Agenzia Investigativa a Frosinone

Agenzia Investigativa a Genova

Agenzia Investigativa a Gorizia

Agenzia Investigativa a Grosseto

Agenzia Investigativa a Imperia

Agenzia Investigativa a La Spezia

Agenzia Investigativa a L'Aquila

Agenzia Investigativa a Latina

Agenzia Investigativa a Lecco

Agenzia Investigativa a Livorno

Agenzia Investigativa a Macerata

Agenzia Investigativa a Mantova

Agenzia Investigativa a Messina

Agenzia Investigativa a Milano

Agenzia Investigativa a Modena

Agenzia Investigativa a Monza

Agenzia Investigativa a Napoli

Agenzia Investigativa a Novara

Agenzia Investigativa a Padova

Agenzia Investigativa a Palermo

Agenzia Investigativa a Parma

Agenzia Investigativa a Pavia

Agenzia Investigativa a Perugia

Agenzia Investigativa a Pescara

Agenzia Investigativa a Piacenza

Agenzia Investigativa a Pisa

Agenzia Investigativa a Pistoia

Agenzia Investigativa a Pordenone

Agenzia Investigativa a Ravenna

Agenzia Investigativa a Reggio Calabria

Agenzia Investigativa a Reggio Emilia

Agenzia Investigativa a Roma

Agenzia Investigativa a Salerno

Agenzia Investigativa a Sassari

Agenzia Investigativa a Savona

Agenzia Investigativa a Siena

Agenzia Investigativa a Sondrio

Agenzia Investigativa a Torino

Agenzia Investigativa a Trapani

Agenzia Investigativa a Trento

Agenzia Investigativa a Treviso

Agenzia Investigativa a Trieste

Agenzia Investigativa a Udine

Agenzia Investigativa a Varese

Agenzia Investigativa a Venezia

Agenzia Investigativa a Verona

Agenzia Investigativa a Vicenza

Contatti, Contacts

Agency IDFOX SRL -p.iva 09741640966

www.idfox.it max@idfox.it

Autorizzazione 134 of the T.U.L.P.S. n. 9277/12B15E – Area Osp.1

Contattaci al numero telefonico +3902344223

Sede/uffici: - via Luigi Razza n.4, 20124 – Milano, Italy

RICHIEDI UNA CONSULENZA, ASK FOR A FREE ESTIMATE

Contattaci al numero telef. +3902344223

Agenzia Investigativa IDFOX Private Investigator Since 1991.

P.iva 09741640966 .

Privacy sul sito www.idfox.it


PIU DI 35 ANNI SPERIENZA 

IDFOX Investigazioni Private dal 1991 (r) 

DAL 1991 OPERIAMO A LIVELLO GLOBALE

INVESTIGATORE PRIVATO A MILANO 

AGENZIA INVESTIGATIVA A MILANO 

SPIONAGGIO AZIENDALR

DETECTIVE PRIVATO CO0N DRONE 

Abbiamo Esperienza e Comprovata Competenza. investigatori Privati a Milano, Agenzia Investigativa a Milano, Agenzia Investigazioni Private a Milano, Agenzia IDFOX Investigazioni dal 1991, Tel.+3902344223

Investigatore Privato, Investigazioni Aziendali, Investigazioni Indagini, Privato Spionaggio Industriale, Concorrenza sleale, Fuga notizie, Spionaggio informatico, Spionaggio aziendale, Indagini forensi Agenzia Investigazioni , Investigazioni Commerciali,